giovedì 25 luglio 2013

Governatori non salvati dalla Corte Costituzionale, ma dall'incapacità di politici e dei loro consiglieri.

Ecco, un buon esempio di disinformazione ad hoc.
Un esempio di incapacità amministrativa
Il governatore oberato di debiti per la sanità, suoi o ereditati, non è stato salvato dalla Corte Costituzionale!
La Corte Costituzionale, come tutte le corti, e fino a prova contraria, applica la legge: nel suo caso, anzi, applica la suprema Legge: la Costituzione.
Se un provvedimento è scritto in contrasto con la Costituzione, la corte ha l'obbligo di blocccare quella legge e i suoi effetti. Banale, ma è cosi che funzione.
Quindi, per favore, non nascondiamoci dietro un dito. Ci sono migliaia di consulenti legali e dipendenti esperti di legge, alla Camera, al Senato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Presidenza Repubblica.
Senatori, Deputati, Ministri, Presidente della Repubblica, in teoria, dovrebbero essere adeguatamente consigliati e indirizzati prima di avare e approvare provvedimenti.
Eppure, spesso, spessissimo, provvedimenti, come quello in oggetto, sono tarati da vizi, pecche e difetti, che ne portano alla dichiarazione di incostituzionalità.
Quindi delle due l'una: o queste migliaia di dipendenti e consulenti sono ladri di stipendio, in quanto incapaci e inutili; oppure chi firma e approva i provvedimenti lo fa in malafede, solo per facciata e pubblicità, sapendo che saranno bloccati dopo e non produranno effetti.
Oppure tutte e due le cose.
In ogni caso il risultato finale è lo stesso: la legge non produce effetti, gli elettori sono stati illusi, e tutti salvano il loro privilegio a rimanere incapaci a vita.
Bisogna che tutto cambi perché nulla cambi.
Che ne dite?

martedì 23 luglio 2013

Al bravo parlamentare è proibito...

Ma di che si lamenta Grillo? Il vincolo di mandato, già esiste. E' stato istituito in questi pochi mesi di Governo Letta - Alfano.
Non ci credete? Eppure basta osservare i fatti. Il bravo parlamentare non può fare più un sacco di cose (certo poi ci sono quei pochi bolscevichi che saranno presto ricondotti all'ordine).

Riassumendo, al bravo parlamentare è proibito:


In compenso, il bravo parlamentare  è autorizzato ad applaudire entusiasticamente la relazione del ministro di turno, qualsiasi idiozia contenga.

E non fa niente che sia lui, (il bravo parlamentare), che il ministro fanno la figura di bamboccioni, incompetenti e inutili: l'importante è andare avanti.
Prima o poi qualcosa succederà.
Tipo che si chiuda il Parlamento: tanto, oramai, non serve più a nulla.



martedì 26 febbraio 2013

Elezioni 2013: vincono tutti!

Ha vinto Grillo, perché è il fenomeno del momento
Ha vinto Berlusconi, perché ha perso solo il 16% delle preferenze rispetto al 2008.
Ha vinto Bersani, che, comunque, guida il primo partito
Ha vinto Maroni, che ha dimezzato le preferenze, ma ha conquistato la Lombardia.
Ha vinto Ingroia, che ha dimostrato che un guatemalteco senza arte ne parte può prendere il 3% dei voti.
Ha vinto Monti, perché, nonostante la politica del rigore, ha quasi raggiunto le due cifre come preferenze.
E poi ha vinto Casini, perché le idee cattoliche trovano sempre un spazietto; Fini che è stato votato anche dalla moglie (2 voti 2 li ha presi); e Giannino, perché le sue idee non sono state travolte dai falsi master.

Vincono tutti.
Perdono solo gli Italiani.

sabato 3 novembre 2012

I Siciliani che non hanno votato,,

Chi dice che in "l'astensione in Sicilia c'è stata perché la Mafia non ha dato indicazioni di voto", dimostra di non avere capito nulla della realtà che lo circonda.


Il 53% degli aventi diritto che non hanno  votato, non sono "votanti di mafia" come ha detto qualcuno col paraocchi e vagamente razzista, ma 53% di gente che si è rotta le palle di questa gente e di questa politica.

E che "gli assenti hanno sempre torto" vale quando gli assenti sono minoranza. Ma se sono la stragrande maggioranza, forse sono i presenti ad aver torto.
Lo capiranno a loro spese.


La gente in Sicilia non ha votato, perché la Mafia non conta più un cazzo. Semplice.
Non che sia morta, non che sia finita, anzi! Ma semplicemente non è più credibile, per chi ha bisogno di mettere insieme il pranzo con la cena.

Vista dall'esterno, è chiaro che la Mafia è un parassita che succhia risorse e si riproduce anche in corpi estranei (tipo politici, falsi industriali, falsi sindacalisti etc etc). E' chiaro che la Mafia arricchisce solo chi ci sta dentro e impoverisce tutti gli altri.
Ed è chiaro, a chi non sia miope,  che un sistema Mafioso, un sistema per definizione improduttivo, fatto di illegalità e di clientelismi, non può durare. Non si può mantenere da solo. Arriva al punto in cui implode.

E ricordiamoci che i Mafiosi non sono imprenditori: sono tirchi pidocchiosi. Se devono "sistemare" uno, lo fanno a carico delle casse pubbliche, non certo a carico dei loro bilanci!

Ma la Sicilia è stata spolpata. La pletora di dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni (Regioni, Province, Comuni); gli appalti inutili e senza fine; l'illegalità omertosa sono oramai ricordi lontani.
La Mafia non è in grado di far vincere appalti, perché non ci sono soldi per gli appalti.
La Mafia non è in grado di far assumere alla Provincia (poniamo), perché la Provincia viene abolita.
Non alla Regione, perché non ci sono i soldi per gli stipendi.
La Mafia una volta garantiva (a suo modo), la tranquillità di una zona. Ma ora i piccoli criminali crescono e si rendono subito autonomi. Il pizzo prima lo pagavi una volta, ora diverse volte: prima il pizzo serviva a darti tranquillità da tutto il resto del mondo. Ora serve solo a garantirti che chi entra nel locale, in quel momento,  non ti distrugge tutto subito. Ma uscito quello, ne entra un altro e quello che è uscito prima non ti protegge.


Oggi, se il capetto locale promette qualcosa, in cambio del voto agli amici riceve solo una sonora pernacchia, perché tutti sanno che è un bugiardo.


Non è solo la Politica ad aver fallito (e ha fallito ovunque): è anche la Mafia. In Sicilia, almeno.
Solo che la Mafia se ne frega, ed emigra per lidi migliori da spolpare.

Perché, dove i soldi, bene o male, ci sono ancora, la musica è diversa.
La prossima tappa del voto di scambio Mafioso è la Lombardia, scommettiamo?