Curioso paese!
In tanti si stracciano le vesti per la libertà di stampa, minacciata dalla ventilata chiusura dell'Unità.
Un giornale che prende più di 3.600.000 di euro di contributi pubblici diretti e ha meno di 20.000 lettori fissi.
Come dire: prende un contributo di 1.800 euro a lettore.
Ma è tutta colpa di Grillo, reo di fare un post contro l'Unità. È ovviamente per colpa sua che nessuno legge lo storico giornale e quindi nessuno ci fa pubblicità; è per colpa sua che l'Editore non ce la fa ad andare avanti nonostante i generosissimi contributi editoriali; ed è sempre per colpa sua gli eroici giornalisti della testata non riescono a gustarsi l'happy hour quando escono dal duro lavoro.
E allora tutti i nostri eroici difensori da salotto della libertà di stampa, prendono il coraggio a due mani, e lanciano l'hashtag #iostoconlunità e riempiono twitter dei loro messaggi di amore per la gloriosa testata fondata da Gramsci.
(Per inciso: nessuno che cacci un euro per comprarsi una copia del giornale e sostenerlo davvero. L'hashtag si, ma spenderci i soldi e leggere quel che scrive l'Unita, no. Difensori della libertà di stampa, ma mica fessi).
Poi arriva Basilicata24.it. Un giornale che, come dice il nome, sta sul territorio. E i cui giornalisti fanno una cosa strana: invece di leccare il potente di turno e campare di contributi pubblici, indagano e denunciano.
E subiscono minacce di morte. E non via web, ma dirette, anche contro i loro figli.
Ma, va da se, che i giornalisti seri non si fermano. E la redazione di Basilicata 24 non ha fatto eccezione: in questi mesi non si è fermata, ha continuato le sue inchieste sull’inquinamento ambientale, gli sprechi della pubblica amministrazione e sulle infiltrazioni ‘ndranghetiste e camorristiche in Basilicata.
Quanto se ne parla sui giornali nazionali? Quante voci si levano a difesa dei colleghi minacciati?
Quanti lanciano l'hashtag #iostoconbasilicata24 e inondano twitter? Quanti si lamentano che è una minaccia vera alla libertà di stampa?
Forse sarà sfuggito a me, forse mi sarò distratto, ma non ho sentito nulla.
Ora uno si aspetta che un giornale illustre come l'Unità, minacciato nella sua esistenza sia particolarmente solidale coi colleghi del piccolo quotidiano lucano, minacciati nella loro vita.
Ecco quello che esce fuori con una rapida ricerca su google:
1 riga sola, e per tutt'altro argomento.
Strano, no?
Sicuramente il fatto che Basilicata24 non ami il presidente della Regione, il PD Pittella non c'entra nulla.
Come non c'entra la rilevanza data alla denuncia per presunto voto di scambio a vantaggio del capogruppo PD alla camera, Speranza, presentata da Magdi Allam.
È solo una dimenticanza.
Ma, forse, la dimenticanza è del tutto normale, per un grande quotidiano: sono solo io che ho uno strano concetto della libertà di stampa.
Pensieri confusi e parole in libertà, per non dire assolutamente nulla di significativo
sabato 28 giugno 2014
#iostoconlunità, basilicata24 e la libertà di stampa.
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venerdì 27 giugno 2014
Mi fa un pò sorridere
Era ministro degli Interni quando si secretavano i verbali di Schiavone sulla Terra dei Fuochi, col loro terribile carico di dolore e morte.
Da Presidente ha fatto distruggere le intercettazioni sulla trattativa Stato Mafia.
Che oggi proprio Napolitano dica "compiere ogni sforzo per accertare la verità su Ustica", anche se il dramma è ancora cosi tremendo nel ricordo, mi fa un pò sorridere, ecco.
Da Presidente ha fatto distruggere le intercettazioni sulla trattativa Stato Mafia.
Che oggi proprio Napolitano dica "compiere ogni sforzo per accertare la verità su Ustica", anche se il dramma è ancora cosi tremendo nel ricordo, mi fa un pò sorridere, ecco.
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mercoledì 25 giugno 2014
L'Italia calcistica, splendida metafora dell'Italia di Renzi.
Intanto le corrispondenze di amorosi senzi: da un lato Renzi-Napolitano, dall'altro Prandelli-Abete.
Tante illusioni all'inizio: gli 80 euro, come emozione iniziale, valgono la vittoria sull'Inghilterra, no?
Poi i primi ritardi e le delusioni: le riforme istituzionali (legge elettorale, senato) sono una schifezza senza pari, non si riesce ad andare avanti; corrispondono alla sconfitta col Costarica, caratterizzata da una sostanziale immobilità di tutta la squadra azzurra.
Il triste risveglio: L'Italia del pallone è stata presa a schiaffi (metaforici) e morsi (reali) dall'Uruguay; quella della politica inizia ad esserlo dalla realtà economica e dalla disoccupazione.
Per il mondo della pedata, storia è chiusa; per quello della politica il processo è ancora agli inizi, ma la strada intrapresa sembra proprio essere quella.
In tutto questo è interessante notare come il gotha del calcio, come quello della politica usino la metafora dei gufi per indicare chi è semplicemente realistico.
Nella tradizione popolare, il gufo è un animale che porta sfortuna: un tentativo goffo, e anche un pò stupido, di dare ad altri (o alla sfortuna) la colpa dei propri insucessi, senza sapersi assumere la responsabilità della propria incapacità.
L'importante, in un caso come nell'altro, è che gli evocatori di gufi si tolgano dalle scatole prima di fare danni irreparabili.
Tante illusioni all'inizio: gli 80 euro, come emozione iniziale, valgono la vittoria sull'Inghilterra, no?
Poi i primi ritardi e le delusioni: le riforme istituzionali (legge elettorale, senato) sono una schifezza senza pari, non si riesce ad andare avanti; corrispondono alla sconfitta col Costarica, caratterizzata da una sostanziale immobilità di tutta la squadra azzurra.
Il triste risveglio: L'Italia del pallone è stata presa a schiaffi (metaforici) e morsi (reali) dall'Uruguay; quella della politica inizia ad esserlo dalla realtà economica e dalla disoccupazione.
Per il mondo della pedata, storia è chiusa; per quello della politica il processo è ancora agli inizi, ma la strada intrapresa sembra proprio essere quella.
In tutto questo è interessante notare come il gotha del calcio, come quello della politica usino la metafora dei gufi per indicare chi è semplicemente realistico.
Nella tradizione popolare, il gufo è un animale che porta sfortuna: un tentativo goffo, e anche un pò stupido, di dare ad altri (o alla sfortuna) la colpa dei propri insucessi, senza sapersi assumere la responsabilità della propria incapacità.
L'importante, in un caso come nell'altro, è che gli evocatori di gufi si tolgano dalle scatole prima di fare danni irreparabili.
martedì 24 giugno 2014
Immunità al senato: o poco intelligenti o vigliacchi. Vi fidate delle riforme che faranno?
La storia dell'immunità nel nuovo senato ha dell'incredibile. Tutti la rinnegano, ma sta li.
Non si sono accorti di averla messa e, d'altro canto, se l'hanno messa la colpa è di qualcun altro.
Ma non vi sembra che in questa storia persone più titolate a seguire le riforme, (ossia: Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Anna Finocchiaro, Roberto Calderoli), per non ammettere di essersi mostrate poco intelligenti (accettando acriticamente la modifica), sicuramente si sono mostrate vigliacche dando la colpa agli altri?
E voi siete disposti a fidarvi delle riforme fatte da questa gente?
Non si sono accorti di averla messa e, d'altro canto, se l'hanno messa la colpa è di qualcun altro.
Ma non vi sembra che in questa storia persone più titolate a seguire le riforme, (ossia: Matteo Renzi, Maria Elena Boschi, Anna Finocchiaro, Roberto Calderoli), per non ammettere di essersi mostrate poco intelligenti (accettando acriticamente la modifica), sicuramente si sono mostrate vigliacche dando la colpa agli altri?
E voi siete disposti a fidarvi delle riforme fatte da questa gente?
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